L’inchiesta avviata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sulla Federcalcio argentina (AFA) apre un nuovo fronte nel rapporto tra governance sportiva e sistemi finanziari internazionali. Al centro delle indagini, condotte dall’FBI e in corso dal 2025, vi sono operazioni per centinaia di milioni di dollari transitate attraverso il sistema bancario statunitense e riconducibili alla gestione dei contratti commerciali esteri dell’AFA.
Il ruolo di Tapia e i primi sviluppi dell’indagine
Secondo quanto riportato dal quotidiano argentino La Nación, l’attenzione degli investigatori si concentra in particolare sul rapporto tra il presidente dell’AFA, Claudio “Chiqui” Tapia, e la società TourProdEnter LLC, entità statunitense incaricata di amministrare i ricavi derivanti dagli accordi commerciali internazionali della federazione. Tapia, attualmente negli Stati Uniti per seguire la nazionale argentina impegnata nei Mondiali, non risulta formalmente indagato, ma il suo ruolo nella governance dell’AFA rappresenta uno snodo cruciale per ricostruire la catena decisionale e finanziaria.
L’oggetto principale dell’inchiesta riguarda la gestione e la tracciabilità dei flussi finanziari. Gli investigatori stanno verificando se le operazioni effettuate attraverso conti bancari negli Stati Uniti possano configurare violazioni della normativa federale, in particolare in materia di riciclaggio di denaro e frode bancaria. A tal fine, l’FBI ha avviato una serie di audizioni con soggetti ritenuti informati sui fatti. Tra questi figura l’imprenditore Guillermo Tofoni, ascoltato da remoto per circa tre ore da procuratori e agenti operativi tra Washington D.C. e Miami.
Tofoni è considerato una figura chiave per comprendere i meccanismi operativi e le relazioni tra i vari attori coinvolti. Il suo nome compare anche nelle fasi preliminari dell’indagine, già nel 2024, quando il Ministero della Sicurezza argentino – allora guidato da Patricia Bullrich – trasmise alle autorità statunitensi una serie di informazioni su potenziali criticità legate alle operazioni finanziarie dell’AFA. In quell’occasione, sarebbero state attivate procedure di discovery che hanno consentito di accedere a dati bancari altrimenti non disponibili.
I flussi finanziari e le operazioni sospette
Il fulcro operativo dell’indagine è rappresentato dalla TourProdEnter LLC, società guidata da Pablo Toviggino e riconducibile al produttore teatrale Javier Faroni e a sua moglie Erica Gillette. Questa struttura ha svolto il ruolo di intermediario per la riscossione dei proventi derivanti da contratti internazionali stipulati dall’AFA con sponsor e partner commerciali, tra cui colossi come Adidas e Warner.
Secondo i documenti analizzati dagli inquirenti, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, TourProdEnter avrebbe movimentato almeno 260 milioni di dollari attraverso conti aperti presso cinque importanti istituti finanziari statunitensi: Citibank, Bank of America, JP Morgan, PNC Bank e Synovus. Tuttavia, solo una parte di queste somme risulterebbe chiaramente associabile a spese operative legittime dell’AFA.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda circa 57 milioni di dollari distribuiti a una rete di società e beneficiari la cui giustificazione economica non emerge in modo trasparente dalla documentazione disponibile. Tra le operazioni segnalate figurano trasferimenti per decine di milioni verso entità prive di una controprestazione identificabile, alcune delle quali intestate a soggetti che, secondo registri ufficiali, percepivano sussidi sociali e risultavano residenti in località come Bariloche o Buenos Aires.
Non meno rilevanti sono i flussi finanziari diretti verso società collegate a Toviggino e al suo entourage familiare, tra cui SOMA SRL e Cabello SRL, nonché verso persone fisiche legate alla sua sfera privata. Tra i destinatari compaiono anche individui associati a figure descritte come “guide spirituali” della nazionale argentina, un dettaglio che ha ulteriormente alimentato i sospetti degli investigatori sulla natura non economica di alcune transazioni.
Il contesto economico e le implicazioni
Il modello operativo adottato da TourProdEnter si inserisce in un contesto macroeconomico particolarmente complesso. Negli anni recenti, l’Argentina ha vissuto una fase caratterizzata da forti controlli valutari e dalla coesistenza di molteplici tassi di cambio del dollaro. In tale scenario, la canalizzazione dei ricavi internazionali attraverso una struttura estera poteva rappresentare, almeno formalmente, una strategia per aggirare vincoli domestici e ottimizzare la gestione valutaria.
Tuttavia, proprio questa architettura finanziaria solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla conformità alle normative internazionali. Il contratto tra AFA e TourProdEnter prevedeva infatti condizioni particolarmente onerose: la società statunitense avrebbe percepito il 30% delle entrate internazionali nette della federazione negli ultimi quattro anni, oltre a una commissione del 10% sulle spese logistiche correlate. Un livello di remunerazione che, secondo diverse fonti, appare significativamente elevato rispetto agli standard di mercato per servizi analoghi.
L’interesse delle autorità statunitensi si basa anche su un principio giurisdizionale ben definito: l’utilizzo del sistema finanziario americano, in particolare di banche con sede negli Stati Uniti, rende le transazioni soggette alla normativa federale, indipendentemente dalla nazionalità dei soggetti coinvolti. Questo elemento amplia notevolmente il perimetro d’azione del Dipartimento di Giustizia, consentendo l’apertura di procedimenti anche in assenza di reati commessi direttamente sul territorio statunitense.
Al momento, l’indagine si trova in una fase preliminare. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e analizzando flussi finanziari per determinare se esistano elementi sufficienti per procedere con un’inchiesta penale formale. Tra i potenziali sviluppi vi è anche la convocazione di ex funzionari del governo di Javier Milei che potrebbero aver avuto accesso a informazioni sensibili o aver esercitato funzioni di controllo sulle attività dell’AFA.
Le implicazioni del caso sono rilevanti non solo per il calcio argentino, ma per l’intero sistema sportivo internazionale. Dopo gli scandali che hanno coinvolto la FIFA nel decennio scorso, l’attenzione delle autorità statunitensi verso le organizzazioni calcistiche resta elevata, soprattutto quando entrano in gioco flussi finanziari transnazionali e strutture opache









