FIGC, il 13 maggio il Consiglio Federale: sul tavolo anche il possibile commissariamento dell’AIA. Cosa significa?

Il futuro dell’Associazione Italiana Arbitri potrebbe presto diventare uno dei temi più delicati per la governance del calcio italiano. La FIGC ha infatti convocato per mercoledì 13 maggio alle ore 12 una nuova riunione del Consiglio Federale, e tra i punti all’ordine del giorno compare anche la questione legata alla decadenza del presidente dell’AIA, Antonio Zappi.

Sul tavolo del Consiglio ci sarà infatti una “valutazione politica” sull’eventuale commissariamento dell’AIA, dopo le vicende giudiziarie sportive che hanno coinvolto il suo presidente.

Il caso Zappi e la squalifica di 13 mesi

Antonio Zappi è stato squalificato in primo grado dal Tribunale Federale Nazionale con un’inibizione di 13 mesi. Secondo le accuse della Procura Federale, avrebbe esercitato pressioni sui vertici degli organi tecnici arbitrali di Serie C e Serie D per favorire cambiamenti ai vertici delle designazioni.

Nel dettaglio, a Zappi viene contestato di aver spinto verso le dimissioni alcuni dirigenti arbitrali, tra cui Ciampi e Pizzi, con l’obiettivo di aprire spazio a figure di maggiore peso nel panorama arbitrale italiano come Daniele Orsato e Stefano Braschi. La Procura avrebbe quindi ravvisato comportamenti considerati non corretti e incompatibili con il ruolo istituzionale ricoperto dal presidente dell’AIA.

La squalifica, tuttavia, non ha ancora prodotto automaticamente la sua decadenza dalla carica. Secondo i regolamenti federali, infatti, il provvedimento disciplinare deve diventare definitivo — quindi confermato almeno in secondo grado — affinché si possa procedere formalmente alla decadenza del presidente dell’Associazione Arbitrale.

Questo spiega perché Zappi, nonostante la condanna in primo grado, sia ancora oggi formalmente alla guida dell’AIA. Ma la situazione sta creando crescenti tensioni all’interno della Federazione.

Il Consiglio Federale del 13 maggio

Nell’ordine del giorno diffuso dalla FIGC compare esplicitamente il punto relativo alla “dichiarazione di decadenza del presidente nazionale AIA assunta dal Comitato Nazionale AIA: provvedimenti conseguenti”. Tra le ipotesi in discussione ci sarebbe infatti anche quella del commissariamento dell’AIA, misura straordinaria che permetterebbe alla Federazione di assumere temporaneamente il controllo dell’associazione arbitrale attraverso la nomina di un commissario.

Il tema, secondo diverse indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, starebbe acquisendo sempre più peso tra i consiglieri federali. La FIGC, almeno fino ad oggi, avrebbe scelto una linea prudente, attendendo sia le motivazioni della sentenza di primo grado sia l’esito del giudizio di appello. Tuttavia, la crescente pressione politica interna potrebbe accelerare le decisioni.

Il Consiglio Federale del 13 maggio potrebbe quindi rappresentare un passaggio cruciale per capire quale direzione intenda prendere la governance del calcio italiano.

Perché il possibile commissariamento sarebbe una scelta pesante

Un eventuale commissariamento dell’AIA rappresenterebbe una decisione estremamente significativa per il sistema calcio italiano. L’Associazione Italiana Arbitri gode infatti di una forte autonomia organizzativa e istituzionale all’interno della struttura federale.

Intervenire direttamente sulla governance arbitrale significherebbe riconoscere l’esistenza di una crisi considerata non più gestibile con gli strumenti ordinari. Per questo motivo la FIGC sta valutando con cautela ogni passo, anche per evitare ulteriori tensioni in un settore già spesso al centro delle polemiche sportive.

La questione arriva inoltre in una fase particolarmente delicata per il calcio italiano, con il dibattito sulla credibilità del sistema arbitrale che continua periodicamente a riaccendersi tra errori, contestazioni dei club e pressioni mediatiche sempre più forti.

Un eventuale commissariamento avrebbe inevitabilmente anche un impatto reputazionale importante, sia per l’AIA sia per la stessa FIGC. Da qui la scelta, almeno fino ad ora, di attendere i prossimi sviluppi della giustizia sportiva prima di assumere decisioni definitive.

Cosa significa commissariare l’AIA

Commissariare l’AIA significherebbe sospendere temporaneamente gli organi dirigenti ordinari dell’associazione e affidarne la gestione a un commissario nominato dalla FIGC. In pratica, la Federazione assumerebbe il controllo temporaneo dell’AIA attraverso una figura con poteri straordinari, incaricata di garantire la continuità operativa, ristabilire la stabilità istituzionale e accompagnare eventualmente l’associazione verso una nuova fase di governance o nuove elezioni. Un eventuale commissariamento non fermerebbe comunque l’attività arbitrale né i campionati: designazioni e gare continuerebbero regolarmente, ma sotto una gestione straordinaria.

Gli altri temi sul tavolo della FIGC

Oltre al dossier arbitrale, il Consiglio Federale del 13 maggio affronterà anche altri temi istituzionali rilevanti. Tra i punti all’ordine del giorno figurano infatti l’informativa del segretario generale, le relazioni annuali 2025 relative all’Internal Audit e all’Organismo di Vigilanza, alcune modifiche regolamentari e diverse nomine di competenza federale.

Ma è evidente che l’attenzione mediatica sarà concentrata soprattutto sulla situazione dell’AIA e sulle possibili decisioni riguardanti Antonio Zappi.

Il 13 maggio potrebbe quindi diventare una data importante non solo per il futuro dell’Associazione Italiana Arbitri, ma più in generale per gli equilibri politici e istituzionali del calcio italiano.

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