Il debito invisibile del Buy Now Pay Later: l’Avviso della Banca d’Italia e le nuove regole UE

Pagare un acquisto in tre rate, senza interessi e con pochi click, appare come una scelta innocua. Eppure, dietro la semplicità del cosiddetto Buy Now Pay Later (BNPL) si nasconde una realtà meno intuitiva: si tratta a tutti gli effetti di debito. È proprio questo il punto centrale dell’analisi pubblicata dalla Banca d’Italia nella sua più recente Nota di stabilità finanziaria. Un richiamo alla prudenza che arriva mentre il fenomeno cresce rapidamente e prima che una nuova regolamentazione europea entri pienamente in vigore.

Il BNPL rappresenta uno dei casi più emblematici di innovazione finanziaria che anticipa la regolamentazione. Servizi offerti da operatori come Klarna e Scalapay – a cui si sono aggiunti colossi come PayPal e Satispay – hanno reso il credito istantaneo una funzione integrata nell’esperienza d’acquisto. Ma proprio questa facilità, sottolinea Bankitalia, rischia di abbassare la percezione del rischio.

Un mercato in crescita rapida, anche in Italia

I numeri spiegano meglio di qualsiasi teoria perché il BNPL stia attirando l’attenzione delle autorità. A livello globale, circa il 5% delle transazioni e-commerce passa attraverso questi strumenti, per un valore complessivo di circa 342 miliardi di dollari nel 2024. In Europa, la quota sale al 9%, con picchi significativi in Paesi come Germania e Svezia.

L’Italia è ancora indietro in termini relativi, ma la crescita è stata esplosiva. Secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, il valore delle transazioni è passato da circa 1 miliardo di euro nel 2021 a quasi 10 miliardi nel 2025. Una crescita di quasi dieci volte in appena quattro anni, con un importo medio intorno ai 200 euro.

Questo dato suggerisce un punto chiave: il BNPL non viene utilizzato per grandi investimenti o acquisti strutturali, ma per spese quotidiane o semi-discrezionali. È proprio questa caratteristica a renderlo più insidioso. Il credito, infatti, non viene percepito come tale, ma come una semplice opzione di pagamento.

Chi usa il Buy Now Pay Later

L’identikit dell’utente tipo è cambiato rapidamente. Se inizialmente il BNPL era utilizzato prevalentemente da giovani con un buon livello di istruzione, oggi si sta diffondendo sempre più tra le famiglie con minori risorse economiche.

Nel 2022, poco più del 4% delle famiglie italiane aveva utilizzato almeno una volta il BNPL. Nel 2025, questa quota sfiora il 30%. Tuttavia, ciò che preoccupa maggiormente non è la diffusione in sé, ma la sua concentrazione tra soggetti già indebitati.

Quasi la metà delle famiglie che hanno già un finanziamento per beni di consumo utilizza anche il BNPL. La percentuale sale ulteriormente tra chi possiede carte di credito revolving o ha più debiti in corso. Ancora più significativo è il dato relativo ai ritardi nei pagamenti: il BNPL è particolarmente diffuso tra chi è già in difficoltà nel rispettare le scadenze di altri prestiti.

Dal punto di vista economico, il meccanismo è chiaro. Il BNPL riduce artificialmente il vincolo di liquidità nel breve periodo. Questo può essere efficiente – consente di anticipare consumi senza costi immediati – ma solo se utilizzato in modo consapevole. In caso contrario, rischia di alimentare una spirale di indebitamento.

Bankitalia lo esplicita chiaramente: il consumatore, meno frenato dai limiti di liquidità e spesso inconsapevole di contrarre debito, può accumulare più dilazioni contemporaneamente, rendendo difficile il rimborso complessivo.

I rischi nascosti: trasparenza e dati incompleti

Uno degli aspetti più critici riguarda la trasparenza e la qualità delle informazioni disponibili. Il tasso di crediti deteriorati nel BNPL si attesta intorno al 5%, superiore al 3,5% del credito al consumo tradizionale. Non si tratta di un livello allarmante, ma è un segnale da non sottovalutare, soprattutto considerando la giovane età del mercato.

Il problema principale, tuttavia, non è solo il livello di rischio, ma la sua misurazione. Le valutazioni di merito creditizio effettuate dagli operatori BNPL si basano spesso su dati parziali. Allo stesso tempo, questi debiti non sempre vengono registrati nelle banche dati creditizie tradizionali.

Il risultato è una frammentazione informativa che rende difficile valutare il reale livello di indebitamento di un consumatore. In altre parole, ogni operatore vede solo una parte del quadro. Questo è un classico caso di fallimento del mercato legato alle asimmetrie informative: senza una visione completa, il rischio sistemico può accumularsi senza essere immediatamente visibile.

La risposta europea: più regole, meno illusioni

È in questo contesto che interviene l’Unione Europea, con una revisione della direttiva sul credito ai consumatori. La nuova normativa, nota come CCD2, estende esplicitamente il perimetro regolatorio anche al Buy Now Pay Later.

L’obiettivo è duplice: aumentare la trasparenza e migliorare la valutazione del rischio. Le nuove regole prevedono che gli operatori tengano conto in modo più accurato del reddito e delle spese del consumatore, rendendo più rigorosa l’analisi della sostenibilità del debito.

Inoltre, le condizioni contrattuali dovranno essere più chiare. Un punto centrale sarà proprio quello evidenziato da Bankitalia: pagare a rate, anche senza interessi, significa comunque contrarre un debito. Un messaggio che oggi non sempre è percepito dai consumatori.

Va detto che la direttiva non imporrà automaticamente l’inclusione del BNPL nelle banche dati creditizie, ma richiederà almeno la loro consultazione quando necessario. È un compromesso che cerca di bilanciare innovazione e stabilità.

L’Italia ha già recepito queste norme, con una scadenza di adeguamento fissata a novembre 2026. Per gli operatori, questo comporterà costi maggiori e requisiti più stringenti. È quindi probabile una fase di consolidamento del mercato, con meno player e condizioni meno favorevoli per i consumatori.

Conclusione

Il Buy Now Pay Later non è, di per sé, uno strumento negativo. Come molte innovazioni finanziarie, può aumentare l’efficienza del mercato e migliorare l’accesso al credito, soprattutto per chi è escluso dai canali tradizionali. Tuttavia, proprio per la sua semplicità d’uso, richiede un livello di consapevolezza maggiore.

L’intervento regolatorio europeo va letto in questa chiave. Non si tratta di ostacolare l’innovazione, ma di correggere quelle imperfezioni del mercato – in primis le asimmetrie informative e la scarsa trasparenza – che possono generare effetti indesiderati.

In ultima analisi, il BNPL rappresenta una lezione più ampia: nel mondo della finanza digitale, la forma può ingannare la sostanza. Un pagamento in tre rate può sembrare innocuo, ma resta pur sempre debito. E, come ogni debito, va gestito con attenzione.

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