Cosa ci insegna la storia della moneta sul futuro delle criptovalute

Il mondo delle criptovalute e delle valute digitali sta attirando sempre più attenzione, con paesi come la Cina che stanno già sperimentando con le monete digitali emesse da banche centrali. Questo mese, la Banca Popolare Cinese ha rivelato che la sua valuta digitale, l’e-CNY, ha raggiunto un volume di transazioni pari a 7 trilioni di yuan (circa 1 trilione di dollari) nel suo breve ciclo di vita. E la Cina non è sola: secondo l’Atlantic Council, oltre 130 paesi stanno esplorando le valute digitali.

I sostenitori delle valute digitali ufficiali credono che l’unione tra smartphone onnipresenti, crittografia innovativa e potenza di calcolo illimitata renda possibile una rivoluzione del sistema finanziario globale. Tuttavia, guardando al futuro della moneta, è essenziale anche riflettere sul suo passato. In uno studio recente, Adam Brzezinski della London School of Economics, Nuno Palma dell’Università di Manchester e François Velde della Federal Reserve di Chicago ci invitano a esaminare la lunga storia della moneta, che potrebbe riservare “sorprese piacevoli” e fornire lezioni utili per il presente e il futuro.

La moneta digitale: un ritorno al passato?

Uno degli sviluppi che sembrano più innovativi, quello delle valute digitali delle banche centrali, potrebbe sembrare nuovo solo in apparenza. Alcuni economisti fanno notare che la possibilità per i cittadini di avere un conto diretto presso la banca centrale non è una novità. La Banca d’Inghilterra, ad esempio, accettava depositi dal pubblico: nel 1855 un commerciante di cappelli su Regent Street aprì un conto presso una nuova filiale della banca a Mayfair. Anche in Spagna, all’inizio del Novecento, la Banca di Spagna gestiva oltre metà dei conti correnti del paese. Dunque, l’idea di una moneta pubblica gestita dalla banca centrale è, in un certo senso, un ritorno alle origini.

Il controllo statale sulla moneta: un vecchio principio

Per chi spera che le criptovalute possano liberare la moneta dal controllo governativo, la storia potrebbe risultare deludente. La manipolazione della moneta da parte dello stato è quasi antica quanto la moneta stessa. Anche quando le monete erano fatte di oro o argento, i governi spesso intervenivano sul loro peso e purezza. Di conseguenza, il valore delle monete si discostava spesso dal valore intrinseco del metallo prezioso da cui erano fatte. Per evitare la scarsità, ad esempio, i governi diluivano il contenuto d’argento delle monete di taglio più piccolo e pratico.

Inoltre, fino al XIX secolo, il valore nominale delle monete non era stampato sulla loro superficie. Questa mancanza di “valore facciale” permetteva la separazione tra due funzioni della moneta che oggi sono indissolubilmente legate: il mezzo di scambio, cioè ciò che le persone utilizzavano per comprare beni, e l’unità di conto, il metro di misura in cui erano espressi i prezzi. Spesso l’unità di conto era legata a una vecchia moneta che non circolava più, chiamata “moneta fantasma” dallo storico Carlo Cipolla.

Esperimenti storici di politica monetaria

Questa separazione tra le funzioni della moneta consentiva al governo di tentare esperimenti di politica monetaria, come quello condotto dalla corte francese negli anni 1720. Per contrastare l’inflazione, il consiglio del re decise di abbassare senza preavviso il valore delle monete del 45%. Questa mossa, anticipatrice dei moderni esperimenti teorici sull’inflazione, si rivelò però fallimentare. Come riportò un osservatore dell’epoca, nonostante la svalutazione, nessuno si convinse ad abbassare i prezzi. Questo paradosso fece precipitare la Francia in una recessione industriale, con una riduzione del 30% delle attività di tessitura. Ci vollero quasi quattro anni prima che i prezzi si stabilizzassero.

Il legame tra catastrofi e moneta: lezioni dalla Spagna

Un altro esperimento “naturale” sull’impatto della disponibilità di moneta sull’economia si è verificato nella Spagna del primo periodo moderno. In uno studio precedente, Brzezinski, Palma e co-autori hanno esaminato come i disastri marittimi influenzarono l’economia spagnola. Le navi che trasportavano tesori dalle Americhe alla Spagna spesso incappavano in uragani, pirati o nella marina britannica. In 42 casi documentati tra il 1531 e il 1810, il tesoro atteso non arrivò a destinazione, con una perdita media pari al 4% della riserva monetaria spagnola.

Queste perdite causavano una scarsità di credito, ostacolando la capacità dei mercanti di acquistare forniture e portando a un rallentamento economico. Si stima che una perdita dell’1% delle riserve di moneta potesse ridurre la produzione reale del 1% nell’anno successivo. Perfino il numero di pecore, un indicatore economico per l’epoca, diminuì del 7%.

Il futuro della moneta: dal fisico al digitale

La storia della moneta ha insegnato che legare la disponibilità di denaro al metallo prezioso era spesso una debolezza, un ostaggio della fortuna. Già nel XVIII secolo, alcune menti visionarie, come lo scozzese John Law, suggerivano di rompere questo legame. Law convinse la Francia a sperimentare con la valuta cartacea, ma il progetto si concluse con una disastrosa inflazione.

Guardando al futuro, il denaro potrebbe cambiare forma ancora una volta. Le monete e le banconote fisiche potrebbero diventare obsolete, sostituite da crediti diretti presso le banche centrali. Tuttavia, alcuni economisti avvertono che una transizione così radicale potrebbe esporre a nuovi rischi, rendendo più probabili le corse agli sportelli o perfino una fuga dalle valute digitali verso asset fisici. Sebbene le forme della moneta cambino, i suoi effetti sull’economia saranno raramente neutrali. Come sottolineano Brzezinski e i suoi colleghi, è meno costoso imparare dagli errori del passato che commettere nuovi errori oggi.

Conclusione

La storia della moneta offre importanti lezioni per il futuro delle criptovalute e delle valute digitali. Sebbene le tecnologie e le modalità possano cambiare, le dinamiche fondamentali della moneta e della politica monetaria rimangono straordinariamente costanti. Guardare al passato può aiutarci a comprendere meglio il futuro, evitando errori già commessi e capitalizzando sulle lezioni apprese. Le criptovalute, per quanto innovative, non possono sfuggire alle leggi economiche che hanno governato il denaro per secoli.

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